Open House: la “scommessa” della scuola di Ramle
Una storia di pace per costruire insieme altre storie di pace

Il progetto “Open House” ha preso il via nell’aprile 1991, subito dopo la Guerra del Golfo. Esso trae origine dal dolore e dalla speranza, le due forze tutt’ora in gioco nella tragedia israeliano-palestinese. La storia stessa della casa che funge da sede per questa iniziativa riflette, in piccolo, il conflitto più vasto. Essa, infatti, è stata la casa di due famiglie, una musulmana e una ebrea, che rappresentano simbolicamente le due nazioni che avanzano pretese sulla terra di Palestina-Israele.
Le due famiglie si incontrano la prima volta nel 1967, dopo la Guerra dei Sei Giorni. Successivamente, a seguito di una singolare rete di relazioni protrattasi per venticinque anni, Dalia Landau – la donna ebrea cresciuta nella casa dopo il 1948 – assieme al marito Yehezkel e la famiglia Al-Khayri, che vi aveva abitato fino al 1948, hanno deciso di dedicare la casa ai bambini di Ramle (Israele), che rappresentano la speranza per un futuro migliore.

Open House ha un duplice proposito:

1) accrescere le opportunità scolastiche e sociali dei bambini arabi e delle loro famiglie;
2) essere un centro nel quale Ebrei e Palestinesi possono incontrarsi tra loro, intraprendere attività comuni, e far crescere l’amicizia.

Ambedue le istanze rispondono ad autentiche esigenze degli arabi e degli ebrei che vivono a Ramle: le strutture a disposizione dei bambini della comunità araba della città sono assai carenti e – a differenza di altre città di Israele a popolazione mista, come Haifa e Acco – Ramle non disponeva di un centro culturale Arabo-Israeliano.
Ramle, situata tra Tel Aviv e Gerusalemme, ha una lunga storia. Fondata nel 716 dal Califfo Solimano come una capitale, essa fu, attraverso i secoli di dominanza araba e ottomana, un punto focale per la vita politica e culturale. Durante la guerra del 1948, quasi tutti gli Arabi che vi risiedevano furono costretti ad andarsene. Al momento della fondazione di Open House la minoranza araba costituiva circa il 18% dei cinquantacinquemila abitanti di Ramle, la stessa proporzione dell’intero stato di Israele; le condizioni sociali ed economiche della maggior parte delle famiglie arabe di Ramle sono al di sotto di quelle dei loro vicini ebrei.

Open House si è da subito adoperata nell’assistenza scolastica, in particolare istituendo una scuola materna in lingua araba dedicata alle famiglie arabe, che generalmente sono meno dotate di mezzi e partono da una condizione di svantaggio. Tra coloro che hanno contribuito alla sua attività un ruolo importante è quello di MICHAIL FANOUS, già membro del Consiglio Comunale di Ramle, educatore e assistente sociale,  proveniente da famiglia cristiana, che ha prestato servizio come direttore di Open House fin dall’inizio del progetto.

L’attività

L’attività di Open House consiste, principalmente, in un progetto educativo rivolto a ragazzi di diverse età, ebrei e arabi (tra questi alcuni cristiani), perché crescano il più possibile assieme, vincano la diffidenza e la paura che la società propone loro come modello – sentimenti fortemente accresciuti negli anni recenti –  e sperimentino invece il valore dell’incontro tra culture diverse. Biblioteca, videoteca, corsi di inglese, corsi di computer, attività di doposcuola, varie attività culturali, sono alcuni strumenti attraverso i quali il progetto si esplica; un momento particolarmente intenso per la loro attività è il “campo estivo di pace”, cui partecipano numerosi ragazzi. Attraverso i ragazzi sono coinvolte, nella gestione del progetto educativo ed in altre attività comuni, le famiglie.
Dal 2000, con la ripresa dell’intifada, e soprattutto dal 2001 in poi, Open House si trova ad operare in condizioni di sempre maggiore difficoltà. Ma regge e cresce. Si mantiene, in parte, grazie a contributi di amici sparsi nel mondo, talvolta organizzati in associazioni.
Tra le molteplici attività attraverso le quali si realizza il progetto, segnaliamo alcune tra le più recenti:

  • Il viaggio in Italia effettuato dal 21 luglio all’8 agosto 2007 da una delegazione di giovani di Open House – 5 ebrei e 5 arabi di età 17-18 – su invito della Municipalità di Padova per una esperienza di incontro con gli Scouts della città.
  • Il campo estivo 2007 cui hanno partecipato 74 bambini arabi e israeliani con attività, svolte sia in ebraico che in arabo, di gioco, musica, danza, spettacolo, miranti al rispetto di Sé e a quello dell’Altro.
  • “The Journey”: un nuovo progetto di conoscenza interreligiosa per una ventina di giovani ebrei e arabi, che hanno viaggiato per sei giorni attraverso le diverse comunità religiose presenti sul territorio e le loro storie.

Per ulteriori informazioni si visiti il sito www.openhramle.co.il

Annunci