L’Aquila emergenza umanitaria.

Appello del Comitato 3 e 32 del 18 ottobre 2009.

Facciamo appello a tutti coloro che in Italia hanno dimostrato sensibilità a quanto qui è successo e continua ad accadere.
A chi ha mantenuto alta l’attenzione sul dramma che ha colpito il nostro territorio e sulla gestione del post sisma.
Oggi, il 18 di ottobre, all’Aquila fa freddo. Siamo nella fase più drammatica, la notte già si sfiorano i -5°C ed andiamo incontro all’inverno, un inverno che sappiamo essere spietato.


Le soluzioni abitative, promesse per l’inizio dell’autunno, non ci sono. Circa 6000 persone sono ancora nelle tende.
Meno di 2000 persone sono finora entrate negli alloggi del piano C.A.S.E o nei M.A.P.
La maggior parte degli aquilani sono sfollati altrove in attesa da mesi di rientrare. Ora, con lo smantellamento delle tendopoli altre migliaia di persone sono state allontanate dalla città e mandate spesso in posti lontani e difficilmente raggiungibili.
Noi, definiti “irriducibili”, siamo in realtà persone che (come tutti gli altri) lavorano in città, i nostri figli frequentano le scuole all’Aquila, molti non sono muniti di un mezzo di trasporto, altri possiedono terreni od animali a cui provvedere. Siamo persone che qui vogliono restare anche per partecipare alla ricostruzione della nostra città.
Da oltre sei mesi viviamo in tenda, sopportando grandi sacrifici, ma con questo freddo rischiamo di non poter più sopravvivere.
Se non accettiamo le destinazioni a cui siamo stati condannati (che sempre più spesso sono lontanissime) minacciano di toglierci acqua, luce, servizi.
Oggi, più di ieri, abbiamo bisogno della vostra solidarietà
Gli enti locali e la Protezione Civile ci hanno abbandonati. Secondo le ultime notizie che ci giungono i moduli abitativi removibili che stiamo richiedendo a gran voce da maggio, forse (ma forse) arriveranno tra 45 giorni.
Oggi invece abbiamo bisogno di roulotte, camper o container abitabili e stufe per poter assicurare una minima sopravvivenza. Visto che le nostre richieste alla Protezione Civile e al Comune non sono prese in minima considerazione chiediamo a tutti i cittadini italiani un ulteriore sforzo di solidarietà.
E abbiamo anche bisogno di non sentirci soli.

Per questo vi chiediamo di organizzare dei presidi nelle piazze delle città italiane per SABATO 24 OTTOBRE portando nel cuore delle vostre città delle tende per esprimere concretamente solidarietà a noi 6000 persone che viviamo ancora nelle tende ad oltre sei mesi dal sisma.
Un altra emergenza è cominciata oggi. Non dettata da catastrofi naturali ma dalla stessa gestione del post sisma, da chi questa gestione l’ha portata avanti sulla testa e sulla pelle delle popolazioni colpite.

Alcuni abitanti delle tendopoli sotto zero
Per donazioni e contatti:

emergenzaottobre2009@gmail.com
3391932618
3470343505

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October 2009: humanitarian emergency in L’Aquila
We claim for the attention of those who expressed their solidarity to what happened here after the earthquake and is still happening.
We refer to those who are caring about the catastrophe we are living in our territory and the management of the situation after the earthquake.
… Visualizza altr
Today, 18th October 2009, it’s very cold in L’Aquila. We’re living the most critical phase, during the night the temperature reaches -5 Celsius degrees and winter is coming. A winter that will be extremely hard.
Housing solutions, expected for the beginning of the autumn season, are not ready yet and around 6000 people are still living in the tents inside emergency camps.
Only 2000 people receive a temporary house from the governmental plans C.A.SE. and M.A.P.

The majority of the inhabitants of L’Aquila are still living in camps and other emergency housing solution around the region, waiting for coming back in their city. Nowadays, the dismantlement of the camps is causing new displacement of the evacuees in farer places, often very difficult to be reached.
We, so called “irreducible”, are just persons (as all the others) who work in the city, whose children study in L’Aquila’s schools. Many of us don’t have any transport mean and some others own agricultural fields or animals that need care and feeling. We are persons who want to stay in L’Aquila to take pat in its reconstruction.
Since more than 6 months we are living in tents, suffering big sacrifices, but the cold weather that is coming put at risk our survival.
If we don’t accept the emergency housing solution the government foresees for us (often really far away), the government would cut water, energy and services’ connections.
Today, more than before, we need your support and solidarity.
Local bodies and the Civil Protection Corps just abandoned us. According to the last news, the removable housing modules that we are asking since last May will maybe (and only maybe) arrive in other 45 days.
We need caravans, campers or containers to live in and stoves that can help us to live in the upcoming winter season. Local administrations and the Civil Protection corps are ignoring our request, that’s why we are asking to Italian and worldwide citizens to demonstrate again their solidarity.
We need not to feel lonely
For all the above-mentioned reasons we ask everybody to organise solidaity sit-in and demonstrations in every city, town and village on Saturday 24th October. We ask you to bring in your cities some tents (as the one we live inside since April) to express your solidarity to us, the 6000 people living in camps since 6 months.
Another emergency just starter today. It’s not caused by natural catastrophes but by the post- earthquake management it self. It is the result of the approach of those who managed the situation after the earthquake, taking decisions and actions without caring about the life of displaced people.
Some inhabitants of the camps under 0 Celsius degrees
For donations and information:
emergenzaottobre2009@gmail.com

+393391932618

+393470343505

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