Guardo foto,  persone in festa, con le loro facce sorridenti e con bicchieri o bottiglie in mano.
Facce patinate, occhi vuoti, sorrisi falsi, in una notte fatta solo per anestetizzare i propri problemi, le proprie paure.


Repulsione, Rabbia, rifiuto, sentimenti che non provavo da molto tempo, sto pian piano tornando indietro ai  miei vent’anni, un periodo fatto di jeans strappati, anfibi ai piedi, felpe lacere, camice di flanella e sguardi incazzati di rabbia giovane.

Oggi passati i tren’anni ritrovo questa rabbia che non mi appartiene più, una rabbia che non trova sfogo naturale, che rimane dentro e si nutre delle tue energie nervose, una rabbia che non ha un’origine definita.

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