Finalmente posso spiegare che lavoro faccio….
22 giovedì set 2011
Posted in informatica, java, me stesso, storie di ordinaria follia, tecnologia
22 giovedì set 2011
Posted in informatica, java, me stesso, storie di ordinaria follia, tecnologia
26 martedì ott 2010
Gentilissimo dott. Pinco Palla,
La ringraziamo di aver annullato l’appuntamento per il suo colloquio con una mail arrivata un’ora dopo l’orario fissato, aggiungendo fra le altre cose, di aver accettato un’altra proposta prima di aver sentito la nostra. Apprezzando la sua serietà confidiamo in una futura collaborazione qualora lei si ritenga libero da ogni impegno.
Nel frattempo terremo in seria considerazione la sua posizione conservando il suo cv nel posto più idoneo.
14 mercoledì apr 2010
Premessa la mia tessera che funge sia da bancomat che da visa per qualche misteriosa ragione ha deciso di fare i capricci.
La capricciosa infatti una volta inserita in un bancomat girava subito nei “servizi internazionali” io ignaro di tutto ciò digitavo il pin del bancomat (e non quello della visa).
Come potete capire alla terza volta il bancomat della microscopica filiale del consorzio dell’Area di Ricerca di Trieste decide di ritirare per sempre la capricciosa tessera con annesse imprecazioni e smadonnamenti vari del titolare…
Stamattina alle 9.00 mi reco alla filiale per vedere di recuperare la tessera, il cartello posto vicino alla porta cita orario di apertura 8.25 ma di persone all’ingresso neanche l’ombra…
Dopo un quarto d’ora ecco spuntare l’operatore dal bar vicino e aprendo la porta della filiale mi chiede “è molto che aspetta?”, vi risparmio la mia risposta…
Spiego la situazione della rapa e della fava e lui “be vede non gestiamo noi direttamente il bancomat… yada yada yada… questione di sicurezza… yada yada yada… guardia giurata… yada yada yada… forse due giorni forse una settimana”
E conclude “Non vorrei sembrarle opportunista, ma abbiamo un prodottino che le farebbe comodo”
io: “Appostocosi grazie”
“No ma è gratuito… yada yada yada… convenientissimo”
“Forse non ci siamo capiti, grazie e arrivederci”
13 venerdì nov 2009
Posted in storie di ordinaria follia
«
Prima regola del Fight Club: non parlate mai del Fight Club.Seconda regola del Fight Club: non dovete parlare mai del Fight Club.
Terza regola del Fight Club: se qualcuno grida basta, si accascia, è spompato, fine del combattimento.
Quarta regola: si combatte solo due per volta.
Quinta regola: un combattimento alla volta, ragazzi.
Sesta regola: niente camicia, niente scarpe.
Settima regola: i combattimenti durano per tutto il tempo necessario.
Ottava ed ultima regola: se questa è la vostra prima sera al Fight Club… dovete combattere!
»
Tyler Durden
dall’omonimo romanzo di Chuck Palahniuk
08 giovedì ott 2009
Ricevo e giro …
Si è tenuto ieri pomeriggio alle ore 17.30 presso la sala consigliare di Marghera un incontro con le istituzioni locali rappresentate da Renato Pancera, Gianfranco Bettin ed Ezio da Villa relativo al progetto di ampliamento dell’impianto di stoccaggio ed incenerimento di rifiuti tossico-nocivi. In questa occasione è stato illustrato quanto sta succedendo sotto il nostro naso senza che ci sia dato a sapere nulla. Continua a leggere »
25 martedì ago 2009
Posted in storie di ordinaria follia, umorismo
Un passerotto si lancia dal nido e, con i pochi rudimenti ricevuti dai genitori, comincia ad esplorare il mondo
il passerotto si posa su di un ramo.
Accanto a lui vede un cane e gli chiede: “E tu chi sei?”
E lui risponde: “Sono il cane lupo.”
Il passerotto divertito gli risponde: “Che cazzo dici! O sei cane o lupo!”
Il cane lupo pazientemente gli spiega che nel passato un lupo ed un cane si sono accoppiati dando origine alla sua razza.
Il passerotto si reca perplesso presso un ruscello per bere e qui vede un pesce “e tu chi sei?” ed il pesce “sono la trota salmonata” “non è possibile, uno, o è trota o salmone” e la trota: “mia mamma era trota, papà salmone, si sono accoppiati e sono nata io”.
Soddisfatto il passerotto si invola per poi posarsi su di un’altro ramo dove s’incontra una zanzara. “E tu chi sei?” chiede il passerotto alla zanzara. “Sono la zanzara tigre”, risponde la zanzara.
Il passerotto: “Mavaffanculo!”
07 venerdì ago 2009
Sabato sera di ritorno dal Losson della battaglia, dove ho assistito alla performance dei “dolcissimi” Rumatera (Grandi!!!
) mi sono fermato a mangiare un panino al McDonald (lo so… ma di tanto in tanto amo farmi del male…) con un paio di amici.
In questi giorni a Jesolo c’è il GF city dove tra le altre cose stanno facendo le selezioni per la prossima edizione del grande fratello… Essendo il Mcdonald vicino al eXite dove c’è tutto sto circo, si puo immaginare cosa c’era la dentro.
Ora parlando con un’amico che era con me quella sera mi raccontava del “dierto le quinte” del baraccone messo in piedi, ovviamente nulla di pulito… Bè alla fine questo è il “magico mondo dello spettacolo” fatto di carta patinata e gente che se la tira e che sotto la scatola c’è tanta di quella caccca che metà basterebbe!!
Penso sempre più che in quel mondo dove la parola d’ordine è APPARIRE, si vende l’anima (e non solo) per 15 min di notorietà per un’emozione di un’attimo, un’emozione artificiale che sa di artefatto, e penso che fine della fiera è un fuoco di paglia.
Quel mondo lo sento sempre più lontano da me, dal mio modo di “intendere vita”, preferisco le emozioni vere quelle emozioni che ho visto nei ragazzi che erano con me in Islanda, nelle persone che ho incontrato in Abruzzo e che incontrerò nel corso della mia vita relale non quella patinata dello spettacolo.
27 mercoledì mag 2009
Posted in me stesso, Scout, storie di ordinaria follia, storie di vita
Che il bianco sia bianco
che il nero sia nero
che uno e uno siano due
che la scienza dice il vero
dipende
e che siamo di passaggio come nuvole nell’aria
che si nasce e poi si muore
questa vita è straordinaria
[...]
da che punto guardi il mondo tutto dipende
Questo cantava Jarabe De Palo in una sua canzone…
Il valore delle cose nella vita dipendono sempre da quale prospettiva le stai osservando, io mi sento un randagio della vita… a quasi 35 non ho casa dove mi senta a casa, non ho una città dove posso sentirmi nella mia città, non ho un gruppo che mi senta di dire il mio gruppo… ho pochi amici e molte persone che mi stimano.
Forse per questo mio essere randagio, posso permettermi di guardare le cosa da un punto di vista più indipendente… indipendente dalle mode, indipendente delle ideologie politiche, e spesso mi accorgo che sono quello che viene definito “il Bastian contrario”.
Di ritorno dal mio servizio in Abruzzo tutto attorno a me assume un valore relativo, molti mi chiedono “Com’è andata?”.. ed è difficile rispondere “Bene…” perchè è una esperienza positiva quindi bene, ma allo stesso tempo male perchè la situazione laggiù non è ancora alla normalità…
In Abruzzo ho trovato nuovi amici, come Claudio medico di Milano o come Giovanni che ogni giorno si rende disponibile per la sua gente, per la sua terra in un ufficio fatto con delle panche di legno in una tenda al COM 4 di Pianola. Sono sicuro di tornare in quei luoghi prima o poi, probabilmente in autunno… e intanto condivido le mie esperienze con i miei compagni di strada Samuele, Marco, Elisabetta, Giulia, Teresa, Massimo e Sabina ma anche con Laura che è stata a Tempera la settimana di Pasqua e con Valentina che la settimana scorsa era al campo di Piazza d’Armi, la quale mi racconta di una situazione molto difficile…
Tutto è le cose assumono dei valori diversi in base al punto di osservazione, dicevo in apertura. Cosi accade che una persona che guadagna 9 milioni di euro l’anno si permetta di dire che resterà nella proprio società al “99.9%” e il suo datore di lavoro che fa? gli aumenta lo stipendio a 10 milioni di euro al mese. Lo stesso datore di lavoro di alcuni operai che hanno perso la vita nelle sue raffinerie in Sardegna… e se quel milione lo avesse speso per la sicurezza della raffineria??
O ancora… tra qualche giorno si andrà a votare… Io non ho sentito da nessu schieramento uno straccio di programma politico o motivazione per la quale debba votare qualcuno. Ma sopratutto quello che mi sconcerta è che la coalizione che ora si trova all’opposizione non si rende credibile con proposte concrete per ridare dignità alla politica ma basa tutta la campagna elettorale sul Gossip su una presunta scappatella… ma forse è proprio questo quello che ci meritiamo?
Il mio pensiero torna in Abruzzo dove i bisogni sono quotidiani, dove le persone risolvono i problemi della gente senza frivolezze e in modo concreto.
[...]
da che punto guardi il mondo tutto dipende
Non ho mai vissuto niente che mi piaccia come te
e non troverai nessuno che ti ami come me
dipende
e se tu dirai di si con il suono della voce
mi vedrai come morir inchiodato alla tua croce
dipende
da che dipende?
da che punto gurdi il mondo tutto dipende
24 martedì feb 2009
”I proprietari del capitale stimoleranno la classe lavoratrice a comprare sempre più beni costosi, case e tecnologia, spingendoli a prendere sempre più denaro a credito, fino a che il debito diventerà insostenibile. Il debito inevaso condurrà alla bancarotta delle banche, che dovranno essere nazionalizzate, e lo Stato sarà allora costretto a prendere la strada che porterà eventualmente al Comunismo”.
Karl Marx, 1867.
13 martedì gen 2009
Posted in me stesso, storie di ordinaria follia, storie di vita
Nessuno lo vuole
Lui soltanto fissa il mondo
progettando la sua vendetta
che svelerà presto
Ora è giunto il momento
per l’uomo di ferro di spargere paura
La vendetta dalla tomba
uccide le persone che una volta aveva salvato
Nessuno lo vuole
Girano la testa e basta
Nessuno lo aiuta
Ora ha la sua rivincita
Pesanti scarpe di piombo
coprono le sue vittime piene di terrore
che corrono il più velocemente possibile
L’uomo di ferro vive ancora!