
the doors
di Claudio Fabretti
Il 3 luglio 1971 moriva Jim Morrison, leader dei Doors e grande sciamano del rock. Ma il mito della band californiana era solo all’inizio… Storia di un cadetto mancato che aveva deciso di trasformarsi nel “Re Lucertola” per oltrepassare “le porte della percezione”
La sera del 3 luglio 1971 Jim Morrison rientrò nel suo appartamento parigino con la moglie Pam, dopo una notte a base di cinema e di alcool. A casa, ubriaco, affrontò l’ultimo viaggio: una micidiale dose di eroina che entrò in simbiosi con l’alcool bevuto, provocando un edema polmonare che lo stroncò in poche ore. Si spegneva così la voce e l’anima dei Doors, uno dei gruppi più importanti della storia del rock. La loro rivoluzionaria stagione musicale, inaugurata quattro anni prima, era riuscita a espandere il rock oltre i suoi confini, oltre quelle “porte della percezione” descritte dal poeta visionario William Blake: “Quando le porte della percezione sono spalancate – aveva scritto – le cose appaiono come veramente sono, infinite”. L’autore inglese Aldous Huxley, ispirato dalla citazione di Blake, intitolò “Le Porte della percezione” il suo trattato sugli effetti della mescalina. Da qui la scelta di Jim Morrison di chiamare la band The Doors.
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